Escursione Contrada Mancusa - Carini 17/09/2016 - Carini Raccolta Differenziata & Riciclo Creativo

Riduci, Riusa e Ricicla.

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Escursione Contrada Mancusa – Carini 17/09/2016

Da circa 2 anni ci ritroviamo a frequentare un gruppo di amici, definiti “gli amici della montagna”, con loro abbiamo il piacere di trascorrere delle ore immerse nella natura che ci circonda tra le montagne del carinese e non solo.

Quest’anno abbiamo deciso di essere più presenti nel web e raccontare attraverso le parole e le immagini le bellezze naturalistiche che ci circondano: le montagne, le valli, i fiori, i funghi, gli animali e tutto ciò che ancora oggi pur essendo usurpato dall’uomo riesce ad emozionarci e a farci sentire bene.

Sabato 17/09/2016
Alle 8:30 lasciamo la piazza di Carini per dirigerci al bosco di Santa Venera, il bosco dei carinesi che tutti conoscono per la sua area attrezzata dove trascorrere le prime giornate primaverili tra pic-nic e grigliate.
Arriviamo in prossimità dell’area attrezzata e lasciamo le macchine lì, sono le 9 iniziamo il cammino verso la zona mancusa. La giornata è fresca e serena, si va su che è una meraviglia.

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Lungo il ciglio della strada non mancano purtroppo incontri con sacchetti di spazzatura sparsi, bottiglie e cartacce, qualche segno sugli alberi che inneggia al duce (perchè?), forse di qualcuno che possibilmente nemmeno ha 20 anni,  ma anche copertoni lasciati all’abbandono. Si sentono in lontananza le motoseghe degli operatori della forestale che stanno ripulendo il bosco e stanno facendo legna.
Superate le prime due curve la mente vola via subito con la fantasia, dimentichiamo la spazzatura e ammiriamo il primo panorama da togliere il fiato che si apre alla nostra sinistra. Emozioni!

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Incontriamo gli operai, li salutiamo e proseguiamo, l’odore di legna tagliata è intenso, inebriante e sprigiona in ognuno di noi una sensazione di notevole piacere, inspiegabile.
Qualcuno chiede come mai nel bosco ci si saluta sempre? “È così”-  rispondiamo – “è la legge del bosco” (non si capisce come mai il rispetto che si ha in quell’ambiente è diverso rispetto alla città, penso).

Continuiamo a salire, abbiamo subito un felice incontro con una famiglia di “prataioli”, circa 5 esemplari i primi che troviamo del periodo e sono pure belli grandi, proseguiamo…
Il gruppo è numeroso e si divide in gruppetti lungo il sentiero, ma sappiamo già tutti dove ci stiamo dirigendo quindi proseguiamo spediti ci raggrupperemo più avanti al cancello della zona mancusa, l’odore di timo nell’aria è fantastico.

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Raggiunto il cancello, lo aggiriamo dal passaggio aperto e proseguiamo lungo il sentiero in terra battuta, qui il paesaggio cambia notevolmente, lasciamo gli alberi del bosco per ritrovarci in una zona di gariga.

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Superate le prime due curve il terreno diventa più agevole, arriviamo ad un piccolo bivio dove è presente un segnalatore di metanodotto, decidiamo di proseguire verso la salita, quindi a destra e arriviamo ad un altro cancello. Si potrebbe procedere (porta al bosco di lecceti di Cinisi), ma decidiamo di fermarci lì non c’è tempo per proseguire sono già le 11:00.
Anche qualcun’altro notiamo che in passato ha deciso di mettere un punto, o meglio una Punto lì.

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Ritorniamo indietro al bivio e prendiamo a sinistra cominciamo a intravedere le mucche che di solito stanziano quel tratto di collina, la pozza d’acqua (di solito ci sono le rane) quasi prosciugata per via delle poche piogge e la piccola casetta dove di solito ci soffermiamo a prendere il caffè dal thermos e qualche pezzo di cioccolato. Sembra tutto fermo, sembra.
Lì il panorama diventa indescrivibile.

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Una dietro l’altra possiamo distinguere benissimo i golfi di:  Trappeto, Balestrate, Alcamo e Castellamare.
Dopo una breve sosta, riprendiamo il cammino sono già le 11:45 possiamo riprendere il passo e tornare alle auto. La strada del ritorno la facciamo immersi tra gli alberi uscendo dal sentiero in terra battuta, immaginate le immagini, gli odori e i suoni che offre la pineta non basterebbe la migliore tecnologia proposta per spiegarvi quello che abbiamo vissuto. È la natura che ci circonda che come sempre è in grado di dipingere il miglior quadro possibile, di arrangiare la migliore musica, di respirare la felicità.

La fatica c’è! Abbiamo circa 8 km in più nei piedi, ma la gioia è immensa abbiamo concluso la mezza giornata alla grande, siamo tornati lì dove stiamo bene con noi stessi, dove tutto si mette da parte, soddisfatti.
Si torna alla solita vita carichi e pieni di energia.

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Il percorso per la mancusa dal Bosco di Santa Venera.

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